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Il cazzo del giovane stagista 4


di ackermax
15.09.2025    |    4.234    |    2 9.8
"“Leccare i piedi significa leccare dito per dito ed in mezzo alle dita” mi dice Leonardo “e fallo bene altrimenti il mio cazzo te lo scordi”..."
Quando la mattina arrivo in ufficio, Leonardo mi dice che è andato a vedere la casa ed accetta di andarci a vivere. Mi consegna tutti i documenti firmati che io mando al mio commercialista tramite corriere dopo averglieli mandati in anteprima via email.
Passano le settimane ed il contratto di Leonardo passa da stagista a determinato con rinnovo ogni sei mesi. Non solo il suo in verità, ma ci ho messo una buona parola con le referenze che ho dovuto compilare e nonostante tutto ha sempre lavorato bene e recuperato quello che aveva perso. È un collaboratore sul quale si può fare affidamento.
“Mi piacerebbe che tu e Sara veniste a cena a casa” mi dice “dobbiamo festeggiare la nuova casa ed il contratto. Logicamente l’invito è esteso ai vostri compagni”.
“Va bene” dico “io accetto, ne parlo con Carlo, ma ci saremo. Sara che ha risposto?”
“Anche Sara è ben felice di venire” mi dice “pensavo sabato sera a cena”.
“Sabato no” gli dico dispiaciuta “abbiamo un’uscita in moto con i nostri amici programmata già da tempo”.
“Allora venerdì sera” propone Leonardo.
“Va bene venerdì sera” rispondiamo Sara ed io.
Il venerdì sera torno a casa prima per prepararmi, ho dato il rompete le righe anche a Leonardo e Sara prima del dovuto per dare loro modo di prepararsi ed anche per il bel lavoro svolto durante questo periodo.
Prima di arrivare a casa, mi chiama Carlo: “Amore non posso venire alla cena stasera. Sono bloccato in ufficio per via di quella acquisizione che dobbiamo fare. Tu vai alla cena tranquillamente. Salutami Leonardo e scusami con lui. Ci sarà modo di conoscerlo”.
“Va bene” rispondo a Carlo “ci vediamo stasera a casa”.
Prendo la macchina e vado verso l’appartamento di Leonardo. Suono al citofono e mi apre. Salgo e quando mi apre la porta di casa lo trovo in forma assolutamente smagliante. Ha di nuovo quello sguardo magnetico che mi ha rapita e quell’atteggiamento da scopami tutto e subito.
MI offre da bere un analcolico, mi siedo sul divano in attesa che arrivi Sara con il compagno. Gli dico che Carlo è dispiaciuto di non potere essere presente, ma che ci sarà un’altra occasione per conoscerlo. Nel frattempo telefona Sara che scusandosi dice che non può venire. Ha avuto un’emergenza familiare, niente di grave, ma purtroppo non potrà essere dei nostri.
Cazzo, siamo soli, penso. Non posso certo andarmene. Mi sento in trappola.
“Mi dispiace che anche Sara ed il compagno non siano potuti venire” mi dice mentre si siede vicino a me “ora siamo soli” e si avvicina sempre di più.
Io rimango immobile, vorrei spostarmi, vorrei allontanarmi, vorrei andarmene. Ma una forza invisibile mi tiene lì, su quel divano. Avvicina le sue labbra alle mie, non so resistere. Mi bacia e rispondo al suo bacio. Piano piano inizia a spogliarmi, lo lascio fare, può farmi di tutto. Mi alzo in piedi e lascio che mi tolga tutto. Rimango solo in autoreggenti e scarpe.
Mi succhia e lecca i capezzoli, scende facendo scorrere la sua lingua lungo il mio corpo e mi lecca la fica infilandoci dentro un dito. Poi si alza, torna di nuovo davanti al mio viso e mi spinge giù. Mentre gli slaccio i pantaloni, lui si toglie tutto il resto. Davanti al mio viso svetta quel meraviglioso cazzo che vuole solo essere infilato dappertutto dentro di me.
Me lo lecco con calma, iniziando dalle palle fino a mettere le labbra sulla cappella. Le apro e me lo metto tutto in bocca. Lecco, succhio, pompo. Sto facendo il migliore dei miei pompini.
Leonardo mi prende di peso e mi butta sul divano, a pecora. Mi lecca bene culo e fica, sto impazzendo, lo voglio dentro. Non smette di leccarmi.
“Dammi il tuo cazzo, lo voglio dentro” gli urlo.
Mi arriva uno schiaffo su una chiappa che mi fa tremare di dolore e godere insieme.
“Decido io quando darti il cazzo e se dartelo, puttana” mi dice in maniera autoritaria.
Quando mi lecca il culo, infila un dito in fica e quando mi lecca la fica, me ne infila un altro nel culo. Ogni tanto infila entrambe le dita e si muove dentro. È un’esplosione di piacere, sto impazzendo. Quando meno me lo aspetto, punta il suo cazzo sul mio culo, ci sputa sopra e spinge forte. Urlo di dolore, oggi mi fa male.
“Zitta troia” mi dice “da oggi fai quello che ti dico se vuoi questo cazzo” e mi molla un altro ceffone stavolta sull’altra chiappa.
Non so cosa avesse, ma mi aveva catturato, come se fossi diventata di sua proprietà. Poteva fare quello che voleva. Mi incula con forza, mi fa male ma mi piace. Mi piace essere trattata così.
Si toglie, si siede sul divano, vorrei montare sul suo cazzo e cavalcarlo.
“il cazzo te lo do quando dico io” mi dice “se vuoi leccare qualcosa, leccami i piedi”
Inizio a leccare il dorso del piede con timidezza, non l’avevo mai fatto prima d’ora.
“Leccare i piedi significa leccare dito per dito ed in mezzo alle dita” mi dice Leonardo “e fallo bene altrimenti il mio cazzo te lo scordi”.
Ciuccio e lecco ogni dito, passo la mia lingua in mezzo alle dita. Praticamente faccio un pompino al suo alluce, ma anche le altre dita usufruiscono dello stesso trattamento.
“Guarda la direttrice che lecca i piedi al suo dipendente” dice ridendo “che cosa non si fa per un cazzo giovane. Lo vuoi il mio cazzo puttana?”
“Sì lo voglio” riesco solo a dire.
Mi prende il viso stringendolo con una mano “non ho capito, ripeti zoccola che non sento”.
“Si signore, voglio il tuo cazzo, ti prego”.
“Vieni qui e succhialo tutto, poi lo potrai scopare come vuoi” mi dice.
Lo volevo da matti, lo stavo desiderando, avrei fatto di tutto per quel bel cazzo. Riprendo il pompino da dove lo avevo lasciato prima, voglio farlo impazzire, dev’essere lui a chiedermi di scoparlo ma non ho fatto i conti con la sua giovane età.
“Signore ti prego, voglio montare sul tuo cazzo” gli dico alla fine.
“Vieni, sali sul mio cazzo e cavalcami” mi dice mentre si gode il mio corpo nudo davanti a lui.
Mentre lo cavalco, mi schiaffeggia il culo e morde i capezzoli. Io stringo la fica attorno al suo cazzo ogni volta che lo fa e mi sembra che gli piaccia. Questa scopata sta durando un’eternità. Io ho già avuto diversi orgasmi, ho perso il conto.
“Ora muoviti più forte troia” mi dice Leonardo “voglio schizzarti tutto dentro. Devi andare da quel cornuto di tuo marito che sei piena di sborra”.
Mi tiene ferma con le mani sulle spalle mentre scarica dentro di me la sua sborra bollente che sento tutta. Nel mentre io ho l’ennesimo orgasmo, il più bello. Mi lascio andare sopra di lui nella speranza di ricevere dolcezza. Invece mi scosta in maniera rude.
“Non siamo fidanzati che vuoi che ti baci dopo aver fatto l’amore” mi dice “io ho scopato come una puttana, perché sei la mia puttana ora. Sai perché il vecchio padrone di casa mi ha cacciato? Perché a casa era un via vai di donne e puttane a tutte le ore. Ora non ho bisogno di cercarne altre. Ho te, la mia puttana personale. Quando ti chiamo, tu vieni e scopiamo”.
“Ma come faccio con il lavoro, con mio marito” provo a dire io.
“Non sono cose che mi riguardano. Se vuoi il mio cazzo, devi stare a mia disposizione” mi ordina “Ora vai in bagno a lavarti e torna a casa. Ci vediamo lunedì in ufficio”.
Mi metto in macchina stravolta. Dalla situazione e dalla stanchezza. Mi ha devastata, aperta dappertutto. Ma non posso fare a meno di quel bel cazzo. Ci metto un po’ a tornare, prima devo riprendermi altrimenti Carlo potrebbe sgamare qualcosa. E se volesse fare l’amore, che mi invento? Speriamo bene. Se solo sapesse, sarebbero problemi per me e per Leonardo. E non voglio che lui abbia problemi.
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